แฟ้มประวัติ(¯`·._.·[°o~O~NµªnÐA~O~o...บล็อกรายการ เครื่องมือ วิธีใช้

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20 กรกฎาคม

Castello Scaligero - 18 Luglio - PLACEBO

Kitty Litter
Ashtray Girl
Battle for the sun
Sleeping with ghosts
Speak in tounges
Follow the cops back home
Evety you and every me
Special Needs
Never-ending why
Happy you're gone
Meds
Come undone
Special K
Song to say goodbye
Infra-red
The bitter end
Taste in men
09 กุมภาพันธ์

while i'm here

while i'm here doin' my things
people die
 
i stand here and cry
wondering if i could make something
but i couldn't
 
not now while i'm far away
not if i was there nearby
 
my fault? i can't stand it
your fault? maybe but of what..
 
your dad died and i'm here..crying..in bed..immaging your pain
and soffocated by the sense of emptiness of my words for this
i mean nothing
i become nothing
 how can i ever forgive this ?
i swear i will always be there for you ... you can count on me, forever, i used to say
now i scared about the fact of just saying you i'm sorry
and too sad because i can't even think about the mere possibility to hold you
 
i'm mad, i know. i'm totally mad. and broken hearted.
what can i do? nothing
just cry
 
for your loss
 
and for the unfillable too of mine
 
 
 
 
04 กุมภาพันธ์

PRELUDE TO ACT I. VERDI

 


  

23 มกราคม

the wall between us

sarà come dice il giornale
devo sperarlo?
sarà il periodo più malinconico dell'anno
sarà così
ma perchè la gente intorno mi fa così paura ultimamente?
è stupida, è vuota...è patetica
 
ho un cugino deficiente
ha 18 anni
forse gli passerà con gli anni
crescerà
non ci credo
ho un cugino scemo
che bada alle firme, che bada all'apparenza, che non vuole leggere e che pensa solo a fare il coglione
perchè una persona a cui volevo bene si perde in queste cretinate?
è un violento, uno spaccone arrogante
non è più quello di prima
è ancora peggio di prima
 
forse sono diventata troppo grande
forse le cose che vedevo fare ai miei amici,
come accade ai genitori con i figli,
su di lui mi infastidiscono
ma ci dev'essere qualcosa che non va...non può essere solo questo
 
ho un cugino stupido e non lo posso sopportare. ho un cugino che somiglia a quei ragazzi che non mai potuto soffrire. e mi viene voglia di picchiarlo.
che diavolo sta succedendo in questo mondo?
tutti soffrono, tutti si deprimono, tutti sono tristi e poi brindano, ridono, ballano, vivono
mentre continuano ad affermare di non vivere più
e guardano al futile
al regalo, grande gigante costoso impegnativo e da sfoggiare
ma che gente c'è in giro?! questo sembra un incubo, sembra surreale, sembra quasi impossibile
e anch'io sono qui a scrivere come una matta
come se tutto quello che ho visto fino ad ora non fosse servito a mettermi in guardia
 
pare che il senso vero sfugga a tutti
ma fugge a me compresa
e allora, di cosa sto qui a parlare?!
di un cugino adolescente a cui piace la moto e la macchina "grossa"? mentre indossa un paio di scarpe introvabili e un giubbino da capogiro?
e quanti ne ho conosciuti così in università?
una miriade...
ma mio cugino così mi dà troppo fastidio.
 
mamma mia che terremoto ho nella testa
 
 
 
 
 
19 ธันวาคม

due splendidi soli

Figlio chi t'insegnerà le stelle
se da questa nave non potrai vederle?
Chi t'indicherà le luci dalla riva?
Figlio, quante volte non si arriva!
Chi t'insegnerà a guardare il cielo fino a rimanere senza respiro?
A guardare un quadro per ore e ore fino a avere i brividi dentro il cuore?
Che al di là del torto e la ragione contano soltanto le persone?
Che non basta premere un bottone per un'emozione?
Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
soffocato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell'imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
disperato figlio, figlio, figlio.

Figlio chi si è preso il tuo domani?
Quelli che hanno il mondo nelle mani.
Figlio, chi ha cambiato il tuo sorriso?
Quelli che oggi vanno in paradiso.
Chi ti ha messo questo freddo nel cuore?
Una madre col suo poco amore.
Chi l'ha mantenuto questo freddo in cuore?
Una madre col suo troppo amore.
Figlio, chi ti ha tolto il sentimento?
Non so di che parli, non lo sento.
Cosa sta passando per la tua mente?
Che non credo a niente.

Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
spaventato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell'imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
disperato figlio, figlio, figlio.

Figlio, qui la notte è molto scura,
non sei mica il primo ad aver paura;
non sei mica il solo a nuotare sotto
tutte due c'abbiamo il culo rotto:
non ci sono regole molto chiare,
tiro quasi sempre ad indovinare;
figlio, questo nodo ci lega al mondo:
devo dirti no e tu andarmi contro,
tu che hai l'infinito nella mano
io che rendo nobile il primo piano;
figlio so che devi colpirmi a morte e colpire forte.

Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
calpestato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell'imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
adorato figlio, figlio, figlio.

Dimmi, dimmi, dimmi cosa ne sarà di te?
Dimmi, dimmi, dimmi cosa ne sarà di te?
Dimmi cosa, dimmi cosa ne sarà di me..

14 ธันวาคม

menzione speciale: il compleanno indiano :P

A bocca aperta film carino
     pioggia battente A bocca aperta
e cibo invitante .........................slurp!
 
 
un sentito grazie a Jamal che ci ha indicato la via ... e a Pietroooooooooooo (cinemaniaco!:P)
13 ธันวาคม

quando stai per affogare...

Nota  thiny shadows on my neck
thiny knifes inside my breath
feeling happy is not like that
deathly monsters don't forget  Nota
11 ธันวาคม

Oh Amore Amore Amore

             Gli innamorati si nascondono
          tenendosi per mano
              e non calpestano nemmeno il segno
                    delle loro ombre,
       gli innamorati contano le stelle
                             e sanno benissimo quante sono,
         e conoscono per nome
              tutte le foglie gialle di novembre
        e tutto il resto non esiste, non è stato
                             non ci sarà mai
                       il resto è vivere, il resto è vivere
                 è vivere...
04 ธันวาคม

(8) crema cremina (8)

odio le mani ruvide
oggi ho riso tanto
manca poco
poi sarò a casa
già... casa...
che suono strano
che fa
 
29 พฤศจิกายน

grease lightning go grease lightning

i was dreaming my mum in tears and i suddenly fell awake
 
 
 
24 พฤศจิกายน

Io donna n. 47 22 novembre

" un dolore grande fa venire a galla tutti i dolori che tenevi dentro.
ma se decidi di sopravvivere, ti accorgi che l'animo umano ha risorse che non immaginavi.
il dolore
diventa opportunità.
così ho cominciato a guardare più verso il cielo che verso il fango, ho trovato una mia spiritualità. ma certe ferite restano indelebilie"
 
Giorgia
22 พฤศจิกายน

Super - Gigi D'AG

Sorellina! Stanotte ti ho sognato!
Eravamo a casa di Giorgio a fare casino :D ...chissà se nella realtà... :D
 
Molla i marmocchi!!!!
Ahahahahahah
 
... linvin' it       ....              another way..
 
ma qusta è già un'altra canzone...
 
bacio :**
 
non vedo l'ora di leggere il tuo quaderno
 
19 พฤศจิกายน

#

#
pausa
da un mal di testa invadente
pausa
dal lavoro
pausa
dal freddo di questo maglione fastidioso
pausa
#
 
18 พฤศจิกายน

cenere

mi capita di scrivere a qualcuno a cui sto dando ultimamente troppo dello stronzo e mi ritrovo a snocciolare parole di consolazione per dare forza al suo cuore che chiede affetto. parlo male, parlo da persona ferita.
sento ancora bruciare la sconfitta, sento forte il rumore ansiogeno della sveglia puntata sui miei 22 anni che mi strappa tutti i sogni più cari in un solo doloroso istante.
e se mi ritrovo immersa nella tristezza procurata dall'invidia di chi ha la fortuna di vivere i miei sogni, non riesco a trovare la forza di ritrovare un sorriso.
perdendo, gioco con le parole, ho perso non so bene cosa. se sono io o soltanto le mie immature illusioni.
la mia sete di affetto che nonostante l'evidenza si alimenta ad ogni minimo sorriso. se ci penso bene, in realtà sono risate. il sorriso è ben altro. un sorriso è spontanea riconoscenza e fiumi di parole incapaci di essere pronunciate per il troppo amore che le carica.
le risate mi hanno ucciso ed io scioccamente ho creduto.
ho creduto di poter lasciare il segnoo solo perchè sono sempre stata me stessa.
dimenticando di spiegare chi questa me stessa fosse in realtà.
ho atteso più volte che qualcuno mi domandasse, mi stringesse, mi abbracciasse... vana speranza.
sono questi i momenti in cui, in bilico tra lo sconforto e l'impotenza, calo il sipario del mio perenne spettacolo di battute e scanzonati racconti per lasciare che il trucco coli sotto il peso incessante delle lacrime.
 
cos'è più amara? la sconfitta subita o quella procurata? l'illusione o la rabbia di averci creduto?
non ho risposte, nè lacrime, nè rabbia... solo un soffocante vuoto che mi porta a non trovare consolazione, tantomeno forza di reagire.
 
mi spengo consumando gli ultimi singhiozzi perchè domani si va in scena ancora.
più pallida e consunta sarà la manica sfregata contro il volto, più fioca la voce, più pacati i primi attacchi appena metterò piede sul palco.
 
sono la fenice che dalle sue ceneri rinasce e ciclicamente muore... nei suoi errori e nei suoi incomprensibili amori.
 
S.
 
27 กันยายน

una lacrimuccia...

...per un divo del cinema: Paul Newman
 
:) un attore...uno dei pochi grandi attori della storia
24 กันยายน

[__playlist__]

sorprendimi ...
con baci che non conosco ogni notte
stupiscimi ...
e se alle volte poi cado ti prego
sorreggimi ...
aiutami ...
a capire le cose del mondo
e parlami di più di te
io mi do a te,
completamente ...
Ho sempre temuto le altalene. La paura più forte era quella di perdere di colpo il controllo e non riuscire più a fermarmi quando ne avrei avuto voglia.
Insomma, perdere il controllo non è mai stata la mia aspirazione di vita.
Tutto sotto sorveglianza, tutto possibile ma all'interno di paletti saldi ben piantati al terreno
 
adesso andiamo nel vento e riapriamo le ali
c’è un volo molto speciale non torna domani
respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani
qui non ci vede nessuno siam troppo vicini
e troppo veri ...
Quando si è troppo inflessibili con sé stessi si diventa un po' antipatici. Per forza! Irremovibile dalle proprie posizioni, non  ci si riesce ad essere troppo accondiscendenti. Ci si distingue sempre come bastion contrario per eccellenza.
 
Sorprendimi ...
e con carezze proibite e dolcissime
amami ...
e se alle volte mi chiudo ti prego
capiscimi ...
altro non c’è
che la voglia di crescere insieme
ascoltami ...
io mi do a te, e penso a te
continuamente ...
Ma la vita di ciascuno chi la sceglie?, il destino, il fato o i singoli ? Chissà..
 
adesso andiamo nel vento e riapriamo le ali
c’è un volo molto speciale non torna domani
respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani
qui non ci prende nessuno siam troppo vicini
e troppo veri ...
veri ...
dai che torniamo nel vento e riapriamo le ali
c’è un volo molto speciale non torna domani
respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani
qui non ci prende nessuno siam troppo vicini
e troppo veri ...
sorprendimi ...
sorprendimi ...
sorprendimi ...
Sorprendimi Ale... sorprendimi...
15 กันยายน

...perchè io quest'uomo lo amo...

L’intervento di Nichi Vendola all’inaugurazione della 72esima edizione della Fiera del Levante.

Benvenuti in una Fiera che abbiamo immaginato e costruito come una cittadella delle nostre ambizioni e delle nostre eccellenze, come la vetrina di una Puglia operosa e vitale, come l’agenda persino rabbiosa di un Sud che non vuole affogare nella deprimente girandola delle cento metafore che alludono esclusivamente al degrado socio-ambientale e persino ad una sorta di sconfitta antropologica. Vorremmo spiegare, ai cittadini del Nord e persino a noi stessi, che il Sud non è solo Gomorra, che questo immenso crocevia mediterraneo in cui viviamo non è solo “monnezza” e devastante corruzione, o crimine che avvolge nelle sue spire la vita pubblica o indolenza e parassitismo dei suoi ceti dirigenti. C’è un Sud pulito, dove la fatica del lavoro e lo spirito d’intrapresa producono ricchezza, dove si prova a costruire futuro e innovazione, dove si cerca di imparare il lessico della responsabilità senza mai perdere il genio della curiosità, della solidarietà, dell’accoglienza. Noi qui, nella nostra terra, abbiamo visto esplodere lo scandalo dei migranti piegati allo schiavismo dei caporali: codici arcaici tradotti in lurida modernità. Ma abbiamo reagito e quest’anno abbiamo potuto aprire, con il cosiddetto “albergo diffuso”, una residenza protetta per i lavoratori stranieri; e abbiamo messo in rete nelle campagne di Capitanata, con la collaborazione preziosa di “medici senza frontiere”, ambulatori, servizi igienici e acqua potabile. Noi qui, sul nostro incantato Gargano e nei 13 parchi che abbiamo in questi tre anni istituito, abbiamo visto l’inferno degli incendi spesso appiccati da abili mani criminali: e ci sentivamo davvero impotenti, sprovvisti dei mezzi e della cultura adeguata a organizzare la difesa della nostra bellezza. Ma questa estate abbiamo potuto mettere in campo uno dei modelli più efficienti e coordinati di Protezione Civile che esistano in Italia, una struttura attrezzata, tecnologicamente e logisticamente avanzata, che ha consentito di domare tempestivamente centinaia di incendi. Non avevamo nulla e ora possiamo esibire un gioiello, un pezzo di buona amministrazione che ci ha fatto guadagnare le lodi del Sottosegretario Bertolaso. Noi qui, contro tutte le mafie, non solo abbiamo accolto centomila ragazzi in una meravigliosa giornata di primavera: ma finanziamo le cooperative che operano sui terreni confiscati ai clan e stiamo trasformando una discoteca che era nella ragnatela della malavita e dello spaccio di droga in un grande laboratorio di arte e creatività. Noi qui, sia pure con qualche strumentale protesta, abbiamo accolto e accogliamo, con spirito di fraterna solidarietà, molte migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti dai territori assediati dalla camorra: lei sa bene, Signor Presidente del Consiglio, che quando mi ha chiesto una mano le ho detto subito di sì e ho aggiunto: “Se Napoli piange Bari non può né ridere né sorridere”. E la Puglia oggi è al primo posto tra le regioni meridionali per le percentuali di raccolta differenziata, mentre abbiamo cantierizzato anche l’ultimo degli impianti che ci consentiranno, nel giro di un anno, di chiudere il ciclo in ciascun ambito e di presentarci al mondo come un pezzo d’Europa. Noi qui, in questa terra ricca di sole e di vento, abbiamo deciso di scommettere sulle energie rinnovabili, abbiamo implementato il nostro parco energetico: siamo primi in Italia nella produzione di energia eolica, stiamo correndo verso il solare fotovoltaico e termico, vogliamo aprirci alle prospettive dell’idrogeno. E qui, in una Puglia che consuma solo una percentuale minima dell’energia che produce e che dunque offre come contributo al sistema-Paese, le chiediamo solo di risparmiarci scorie o centrali nucleari. Sul rinnovabile possiamo aggiungere molto, ma sulle fonti fossili si tratta al contrario di togliere qualcosa: una città come Brindisi ha già pagato un prezzo troppo alto respirando i veleni del carbone di Cerano. Noi qui, sicuramente con un ritardo di decenni, stiamo facendo i conti con l’inquinamento: con l’amianto, con la diossina, con l’arsenico, con il mercurio, con le polveri sottili, con le nuvole nere che incupiscono i sogni dei bambini di Taranto. A nessuna fabbrica abbiamo chiesto di chiudere i battenti, ma ci sono territori in cui l’infanzia è aggredita dalla malattia e dalla morte. Chiediamo uno sforzo a tutti, a noi stessi, al suo governo, al sistema d’impresa: ora è il momento di dare risposte chiare in termini di ambientalizzazione dei nostri apparati produttivi. Il lavoro dovrebbe essere sinonimo di vita e non sinonimo di pericolo: non possiamo più dimenticare tutti gli operai baresi della Fibronit uccisi dal mesotelioma pleurico. Non possiamo non vedere le lingue di fuoco che dai camini dell’Ilva si propagano nell’intera provincia ionica. E noi non siamo mai stati, qui in Puglia, un fronte del No: diciamo molti Si. Sono Si che guardano al futuro, come quando spendiamo tutto il nostro impegno per mettere in piedi la rete dei distretti produttivi, che sono distretti di filiera capaci di contrastare l’antico male che affligge le nostre imprese: e cioè la loro estrema frammentazione, la loro dimensione spesso pulviscolare. E alle imprese non offriamo favori, ma ascolto e poi un’idea di sviluppo e poi la traccia dell’innovazione scientifica e tecnologica, con distretti di qualità mirati sulle bio e sulle nanotecnologie, sulla meccatronica, sull’energia. Diciamo Si alle giovani generazioni quando, con il nostro programma dei “bollenti spiriti”, finanziamo gli stage di alta specializzazione all’estero di migliaia di nostri talenti ai quali chiediamo solo di firmare un “contratto etico”: quello con cui si impegnano a tornare in Puglia. Anche per dire di un piccolo grande sogno: quello che consente ad un ventenne meridionale di credere che il verbo viaggiare non è sinonimo del verbo emigrare. Diciamo Si alle grandi opere, a condizione che non siano eco-mostri e nuovo saccheggio del territorio: viceversa, l’opera più grande che si possa immaginare è il riassetto idrogeologico del nostro suolo, la cura della nostra costa, insieme ad una pianificazione dello sviluppo delle città incentrato sulla riqualificazione delle periferie e su quella rigenerazione urbana su cui la nostra Regione ha costruito una legge d’avanguardia. Diciamo Si a comunità aperte e solidali, dotate di una ricca infrastrutturazione sociale, dove sia promossa la dignità e il benessere delle persone, senza barriere architettoniche e culturali, dove la sicurezza dei cittadini possa coincidere con una nuova cultura dei “beni comuni”, di quei valori d’uso che non sopportano alcuna mercificazione. Noi qui abbiamo provato a rompere anche le barriere che ci separavano dall’Europa: scegliendo con forza di investire in cultura, in risistemazione degli archivi delle biblioteche dei teatri: e naturalmente il cantiere quasi ultimato del Petruzzelli, e la sua apertura al pubblico, sono il segno di una ripartenza, di un nuovo inizio. E qui in questa fiera, ma anche in un angolo di Lecce, nasceranno le fabbriche del cinema, quei cine-porti che consentiranno alla Puglia di non essere solo una singolare location per girare film, ma anche di essere scuola di tutti gli artigianati legati al cinema. E l’Europa l’abbiamo inseguita anche fisicamente, lavorando per costruire quel network di voli low-cost che consentono ogni giorno alla gioventù e all’impresa di questa regione di raggiungere le capitali del vecchio continente e persino di volare oltreoceano: e i nostri aeroporti nello scorso anno hanno segnato una crescita record del traffico passeggeri: più 22 % nello scalo di Bari, più 13% nello scalo di Brindisi. Mentre investivamo come non si era mai fatto prima sul materiale rotabile, sulle carrozze dei treni, persino sul restyling delle vecchie stazioni ferroviarie. Mentre investivamo sulle piste ciclabili e sull’educazione stradale. E mentre scommettevamo sull’articolazione, sulla specializzazione e sulla destagionalizzazione del turismo che oggi qui vede percentuali significative di crescita, nel mentre vicino a noi langue o tracolla. E in questo quadro vorremmo che il suo governo, on. Berlusconi, potesse aiutare la Puglia a non perdere le ali, a non vedere impoverite le sue arterie trasportistiche, ma anzi a confermare la scelta, che noi abbiamo sottoscritto col vecchio governo, di fare della nostra terra una piattaforma logistica per l’Europa che si tuffa nel Mediterraneo. Di confermare, ad esempio, il treno ad alta capacità da Bari a Napoli: un’opera strategica, capace di spaccare il muro che separa l’Adriatico e il Tirreno, cioè capace di ricostruire l’unità del Mediterraneo, e quindi capace di rivoluzionare le forme della mobilità delle merci e degli umani. Vorremmo con lei continuare la scommessa di modernizzare la Puglia, sapendo che la modernità si misura sulla capacità di coniugare profitto e ricchezza sociale, e che c’è una cattiva modernità che abusa dei corpi, che viola la vita, che stupra l’ambiente, che ignora l’etica, che disdegna la bellezza, che storce il diritto, che uccide la società. A volte penso che siamo forse in bilico su questa cattiva modernità. Eppure non possiamo, non dobbiamo rinunciare a cercare la buona modernità, quella in cui impariamo ad esercitare nuove, o forse antiche, virtù civiche. La solidarietà, che non può nutrirsi di retoriche e ammortizzatori, ma deve incarnarsi in politiche per l’assistenza domiciliare per i non autosufficienti, per la protezione e l’accoglienza di chi porta addosso le stimmate delle nuove fragilità, in politiche di sostegno alle persone e alle famiglie più povere, in diffusione di servizi socio-sanitari sul territorio: i nostri ospedali sono ingolfati perché noi abbiamo confuso la sanità con la salute, e invece di promuovere la salute ci occupiamo esclusivamente di curare la malattia. Ma spesso la malattia ha matrice sociale, rimanda a miserie stratificate, non chiede il ricovero clinico, chiede un ricovero affettivo, una rete di soccorso e di cultura, un luogo dotato di senso della vita. Su questa traccia abbiamo progettato un’idea nostra di Welfare, meno assistenzialistica e più capace di promuovere autonomia e autosufficienza. Per questo le dico, Sig. Presidente del Consiglio, che bisogna fare attenzione all’algebra quando dietro i numeri ci sono i volti di chi fa fatica a vivere. Bisogna essere rigorosi con le casse dello Stato, bisogna colpire tutto ciò che costituisce spreco, corruzione, dissipazione di risorse pubbliche: ma attenzione ai tagli. Se non sappiamo esattamente dove andiamo ad incidere col bisturi del rigore finanziario rischiamo concretamente di tagliare le prestazioni, i servizi, i diritti e di lasciare intatta l’area dello sperpero. La qualità della spesa pubblica: ecco il terreno vero su cui dovrebbe misurarsi una nuova classe dirigente. Noi qui vogliamo provarci, sapendo che si tratta di riformare la nostra pubblica amministrazione, ma anche di abbattere lobbies, corporazioni, ma anche di mutare costume e mentalità. La “questione morale” non può essere affidata ai giustizieri e agli angeli vendicatori: si tratta di rifondare un etica pubblica, si tratta di controllo di legalità e di controllo sociale, si tratta di costruire la trasparenza e stimolare la democrazia. Per questo non fuggiamo dinanzi al federalismo: anzi, vogliamo vedere le carte. Se non sono truccate, allora daremo il nostro contributo: perché si possa finalmente discutere del male oscuro di una Italia spaventata e frammentata, perché si possa indicare il punto di equilibrio tra l’esercizio della responsabilità e la solidarietà nazionale. Se il federalismo serve solo a riempire l’ampolla della secessione, io dirò di No. Se sarà il tema di una nuova unità del Paese, allora discuteremo. Se si spezza l’unità del sistema formativo non c’è più l’Italia. Se si rompe l’universalismo dei diritti sociali, ci si condanna all’esilio nelle piccole patrie. Il Ministro Calderoli almeno nei principi propone una traccia prudente. Bene. Discutiamo. Ma dateci le risposte che avete promesso sul finanziamento del Fondo sanitario nazionale. E sappiate che quel fondo va poi ridiscusso a partire dai parametri che lo regolano. Ci sono due cose, on. Berlusconi, che io detesto nell’agire politico: il trasformismo (oggi si dice “inciucio”) e la demonizzazione dell’avversario. Sono due forme di miseria della politica, mentre oggi c’è bisogno di una politica dei “pensieri lunghi”, capace di evocare una sorta di profezia laica, una religione civile con cui restituire passione e speranza al nostro impegno. C’è bisogno di dare una visione del futuro alle giovani generazioni. Si tratta di costruire una missione per la Puglia, per il Sud, per l’Italia. La mia regione in questo biennio ha conosciuto una ripresa importante del sua economia: registriamo la più alta lievitazione del Pil d’Italia (più 2%) e una poderosa impennata della curva occupazionale (più 2,8%). In molti segmenti produttivi si registrano progressi: e sono straordinari laddove si sia investito in innovazione di processo e di prodotto. Chi non accetta la sfida del cambiamento rischia di morire. Questo vale anche e soprattutto in agricoltura, dove non si può immaginare solo di rivendicare ristori e riparazioni. Innovare non è un lusso della domenica, è il minimo indispensabile per vivere. E nell’innovazione l’economia necessariamente dovrà incontrare l’ecologia. In questa sala c’è tanta parte della classe dirigente di Puglia. Non siamo un’assemblea politicamente e culturalmente omogenea. Ma abbiamo alcune cose in comune, come l’emozione che ci provoca a trent’anni dall’assassinio la lezione di Aldo Moro: che ci aiutò a capire la variegata latitudine del mondo, in modo che intendessimo la Puglia come un crocevia tra L’Europa e quel mare in cui l’Europa affonda le sue radici. E in comune abbiamo l’orgoglio di una identità che detesta le barriere e che lungo ottocento chilometri di costa e lungo molti secoli di storia è stata fecondata dalla mescolanza delle lingue e delle fedi. Conosciamo i nostri dolori, le nostre tare, le nostre indolenze, ma non ci nasconderemo, non ci sottrarremo alle sfide del futuro, non ci confineremo nel lamento e nella recriminazione. Diremo di noi, con modestia. Diremo di noi, con orgoglio.

Nichi Vendola, Bari 13 settembre 2008

30 กรกฎาคม

bye bye

Via i problemi
Via le preoccupazioni
Via il cattivo umore
 
 
:D Che fantastica settimana ;D