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    November 18

    cenere

    mi capita di scrivere a qualcuno a cui sto dando ultimamente troppo dello stronzo e mi ritrovo a snocciolare parole di consolazione per dare forza al suo cuore che chiede affetto. parlo male, parlo da persona ferita.
    sento ancora bruciare la sconfitta, sento forte il rumore ansiogeno della sveglia puntata sui miei 22 anni che mi strappa tutti i sogni più cari in un solo doloroso istante.
    e se mi ritrovo immersa nella tristezza procurata dall'invidia di chi ha la fortuna di vivere i miei sogni, non riesco a trovare la forza di ritrovare un sorriso.
    perdendo, gioco con le parole, ho perso non so bene cosa. se sono io o soltanto le mie immature illusioni.
    la mia sete di affetto che nonostante l'evidenza si alimenta ad ogni minimo sorriso. se ci penso bene, in realtà sono risate. il sorriso è ben altro. un sorriso è spontanea riconoscenza e fiumi di parole incapaci di essere pronunciate per il troppo amore che le carica.
    le risate mi hanno ucciso ed io scioccamente ho creduto.
    ho creduto di poter lasciare il segnoo solo perchè sono sempre stata me stessa.
    dimenticando di spiegare chi questa me stessa fosse in realtà.
    ho atteso più volte che qualcuno mi domandasse, mi stringesse, mi abbracciasse... vana speranza.
    sono questi i momenti in cui, in bilico tra lo sconforto e l'impotenza, calo il sipario del mio perenne spettacolo di battute e scanzonati racconti per lasciare che il trucco coli sotto il peso incessante delle lacrime.
     
    cos'è più amara? la sconfitta subita o quella procurata? l'illusione o la rabbia di averci creduto?
    non ho risposte, nè lacrime, nè rabbia... solo un soffocante vuoto che mi porta a non trovare consolazione, tantomeno forza di reagire.
     
    mi spengo consumando gli ultimi singhiozzi perchè domani si va in scena ancora.
    più pallida e consunta sarà la manica sfregata contro il volto, più fioca la voce, più pacati i primi attacchi appena metterò piede sul palco.
     
    sono la fenice che dalle sue ceneri rinasce e ciclicamente muore... nei suoi errori e nei suoi incomprensibili amori.
     
    S.
     

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